Amarcord
Quando partono link incrociati tra i post di diversi blogger, la maggior parte delle volte si aprono anche dighe di ricordi.
Una mia considerazione sulla telefonia mobile ha generato un post del buon Newyorker e un tot di commenti.
Uno di questi, quello di evacontroeva, recitava: “rivoglio il gettone arancione nel mio portafogli…“.
Tra Newyorker ed eva, ho iniziato a rimembrare quei tempi, dove in tasca non si aveva un cellulare ma una manciata (pesantissima) di gettoni.
Si era magari meno rapidi nella comunicazione (ma poi neanche tanto perché le cabine erano diffuse capillarmente sul territorio), però porca miseria se eravamo più tranquilli.
E le cabine a volte non servivano solo per telefonare, ma riparavano dalla pioggia, ospitavano coppiette, rappresentavano a volte un rifugio dal mondo, quando si telefonava ad un amico per sfogarsi un po’.
Amarcord, nostalgia di bei tempi andati, chiamatela come volete ma quando vedo due ragazzotti a due passi l’uno dall’altro, che si scambiano sms al posto di parlare mi verrebbe voglia di dar loro quel gettone.
Un gettone (tangibile) che per la mia generazione ha rappresentato un periodo.
Chissà se per loro un sms (intangibile) varrà lo stesso.
Postato in: Commenti dalla regia, Nel mondo reale, Varie | Contrassegnato da tag: amarcord, cabine telefoniche, gettone telefonico, nostalgia, ricordi




bellissimo spunto!! accidenti perchè non è venuto a me????
[...] telefoni, walkman e mattoni leggendo un post dell’amico Warp9 mi è venuta l’ispirazione per il post che segue (al quale segue il bellissimo approfondimento sempre da parte di Warp9bis ). [...]
@NY: grassssie…
Siete troppo simpatici voi due! ahahahhaha!
Lusingato.
che nostalgia…
ah ma qualche gettone l’ho conservato nè!
Anche io…
Quando ero alle medie uscivo di casa per chiamare il morosetto, così papà non sentiva e non mi rompeva le OO!
Belli i gettoni…