Chi trova un amico…
…trova un tesoro.
Ma chi trova un tesoro trova tanti amici.
Le poche ore di visibilità sul web dei redditi 2005 hanno scatenato uno tsunami di proporzioni bibliche.
Non è servito a niente l’intervento del Garante, tanto oramai i dati saranno su qualunque supporto grazie alla facilità di duplicazione che offre il mezzo digitale.
Rapidshare, E-Mule e chi più ne ha più ne metta hanno iniziato il loro lavoro e fermarli sarà impossibile.
Le reazioni non si sono fatte attendere, naturalmente con i due classici schieramenti: a favore e contro.
Chi dice che la privacy è sacra e chi dice che questo episodio è stata una rara dimostrazione di civiltà.
Ma diciamocela tutta e come deve essere: agli italiani non rode tanto il fatto della privacy violata, quanto che si venga a sapere che non sono splendidi come vogliono far sembrare oppure che hanno fatto i furbetti.
Te lo vedi il proprietario di un Cayenne mentre viene additato di essere un barbone perché mangia pane e cipolla per poterlo mantenere ?
Uno sputtanamento troppo grande durante l’happy hour…
Oppure quello che ha la villa con piscina e poi si scopre che dichiara quanto, se non meno, di un operaio della FIAT ?
Magari adesso arriverà una visitina di certi signori in grigio…
Personalmente ho sempre dichiarato tutto quello che prendo (e anche volendo non potrei fare diversamente dato che faccio l’impiegato), quindi questa storia non mi tocca minimamente, anzi, mi diverte.
Mi diverte pensare a quanta gente della mia città in questo momento si sta rosicchiando le unghie per la paura di essere stata scoperta e sbugiardata.
Se sono a favore o contro ?
Sì, sono a favore, perché per quelli che non hanno niente da nascondere, questa cosa scivolerà via come l’acqua.
Una cosa è sicura, indipendentemente da quello che se ne possa dire: tante amicizie e tante reputazioni d’ora in poi subiranno una revisione…
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Sono pienamente d’accordo con te la gente onesta che dichiara tutto quello che guadagna come te e come anche mio padre se la deve prendere sempre in quel posto! Tanto si sa che in Italia vanno sempre così le cose sempre e solo i furbi vanno avanti! Ed io non ho potuto prendere la borsa di studio perchè non rientravo nel reddito per poche centinaia di euro ma molta gente che sta meglio di me sì! Ma guarda un pò!
Pienamente d’accordo.
Certo, forse prima sarebbe stato meglio avvisare, ma non dimentichiamo che i redditi di tutti son sempre stati disponibili a chiunque li volesse guardare.
Perchè oggi ha fatto tanto scalpore questa pubblicazione, ma in pochi lo sanno che fino a pochi anni fa nei propri comuni si poteva tranquillamente andare a leggere queste stesse pubblicazioni, poi grazie ad una legge, per i comuni è diventato più impegnativo reperirli, ma non fuori legge.
Quindi tutto quello che è successo in questi giorni è assolutamente previsto dalla legge. Non capisco il perchè di tanto scalpore.
Ho visto addirittura un servizio della CNN sull’argomento: ci ridevano un po’ dietro dicendo “gli italiani si vergognano di far sapere quanto guadagnano”. In effetti, in un paese dove per un assegno scoperto rischi 2 anni di carcere, il reddito è un dato assolutamente pubblico di cui non ci si vergogna.
@kikka: sai quanta gente c’è che gira in SUV e poi riesce pure a beccare l’esenzione per la mensa scolastica dei figli ?
@Zia: perché non devi toccare l’italiano nei soldi, o meglio, toccalo anche ma che gli altri non lo vengano a sapere.
@Lollodj: ci ridessero dietro solo per quello…
Tra immondizia, elezioni e compagnia bella, oramai siamo diventati uno zimbello mondiale.
La possibilità di conoscere i redditi altrui pare che esistesse già. Io non approvo il metodo via web. Scaricare centinaio di file con nomi e cognomi in formato addirittura pronto per l’inserimento in un database, magari per fare analisi di mercato, non lo trovo giusto. Si vuole conoscere il mio reddito? Bene, si vada agli uffici di competenza e si faccia la domanda. Credo la la possibilità offerta fino ad ora fosse già abbastanza “civile”. Non vedo invece cosa di civile aggiunge l’accesso via web.
Ciao
Benvenuto Davide (ops, benvenuta anche a kikka, mi ero dimenticato…
).
Ti dirò, per quanto riguarda le analisi di mercato secondo me la cosa non regge.
I nostro nominativi, abitudini e numeri sono già preda di una moltitudine di aziende, quindi non credo che questo possa nuocere in tal senso.
Per quanto riguarda l’uscita massiva dei dati, forse si sarebbe potuto in qualche modo limitarne la quantità, ma resto dell’idea che chi non ha niente da nascondere, niente ha di cui preoccuparsi.
Al massimo può arrivare una telefonata pubblicitaria in più.
Comunque rispetto la tua opinione.
Anche io sono d’accordo con la pubblicazione. Per quanto mi riguarda, non solo il mio stipendio da insegnante è noto a tutti perchè è da tabellare del contratto, ma le tasse le trattiene direttamente lo stato. Non tutti possono dire la stessa cosa. Ma come si fa a scaricare i dati? io non ci sono riuscita
e avete notato che il Giornale e Libero pubblicano i redditi di tutti tranne che di Berlusconi?
@euclide: CASUALMENTE, se si usa EMule e SEMPRE CASUALMENTE, se inserisci nel motore di ricerca interno le parole “redditi 2005″ vedrai che roba…
Ti semplifico ulteriormente le cose: cerca “redditi codici comuni” oppure se sai il codice catastale del tuo comune di residenza inserisci “redditi” e il codice.
Se qualcuno lo ha messo su in pulito, lo trovi sicuramente.
About Berlusconi: lasciamo perdere…
Ciao. Ho riletto con più attenzione il mio post e mi sono reso conto che gli si potrebbe conferire un tono “duro”. Vi assicuro che non era nelle mie intenzioni.
Detto questo, e tornando al tema, anche io non ho nulla da temere: ho solo il reddito da lavoratore dipendente. Uno dei problemi è proprio questo: temere cosa e da chi. La GDF già oggi può fare tutti i controlli che vuole quindi la pubblicazione via web non altera la prospettiva di coloro che hanno da temere dalle fiamme gialle. Semmai coloro che hanno redditi medio alti in teoria potrebbe essere bersagli “preselezionati” da parte di malavitosi.
Esistono inoltre casi per i quali la “trasparenza” verso i soggetti non appropriati può portare a delle situazioni poco piacevoli. Faccio l’esempio di un dirigente di una piccola media impresa o di un quadro. Ebbene, nei loro contratti, in molti casi, è esplicitamente indicato, pena il licenziamento, che non si debba comunicare ai colleghi la propria retribuzione. Un altro esempio: vi siete mai chiesti perché la busta paga si da in busta chiusa? Un altro ancora: se il datore di lavoro vuole dare un una tantum o un piccolo aumento ad una persona, perché di deve innescare un meccanismo di confronto tra soggetti giudicanti esterni alle due parti, che in molti casi non ne hanno titolo?
ecc. ecc.
Ciao
@Davide: il tuo commento non era assolutamente “duro”.
Hai espresso una tua opinione e questo conta.
Magari mi sbaglio, ma per quanto riguarda i malavitosi, sono sicuro che non guardano la dichiarazione dei redditi per scegliere i bersagli, ma piuttosto lo stile di vita, le macchine, il lavoro di una persona.
Sulla busta chiusa, io penso che sia una questione di mentalità.
A volte mi sono trovato a non dire quanto prendo in busta, ma non perché non volevo io, ma piuttosto per richiesta dell’interlocutore del momento che liquidava la faccenda con un “non sono fatti miei”.
Sul confronto, purtroppo ti devo dare ragione, molte volte l’invidia gioca in maniera pesante.