Fatemi capire
La mia è una domanda viste le dichiarazioni effettuate, non una difesa per questo o un’accusa per quello.
Vorrei solo cercare di capire.
Quando Prodi disse che si doveva tirare la cinghia, poco ci mancò si andasse ai forconi in piazza.
Adesso che Berlusconi dice che dovranno attuare “misure impopolari”, nessuno che banfa.
Quando Air France disse che il piano di risanamento dell’Alitalia avrebbe previsto tagli agli esuberi,
poco ci mancò ai forconi un’altra volta.
Adesso che Berlusconi dice che ci saranno ““In futuro dolorose riduzioni di personale“, tutto va bene.
Quando si parlò di un prestito ponte per l’Alitalia di 150 milioni di Euro, Maroni mi pare disse che non se sarebbe fatto niente e che la compagnia se la sarebbe dovuta cavare da sola.
Adesso i milioni sono diventati 300 e pure approvati.
Non so a voi, ma a me sembra di vedere un mulino dove l’acqua non manca mai, anche quando va in salita, ma probabilmente è solo perché sono uno dei famosi coglioni…
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Quando i francesi erano in gara bisognava difendere l’italianità della compagnia di bandiera, quando i francesi sono usciti di scena ogni giorno appare e scompare un nuovo partner straniero e tutto va bene.
Io non so se è un bene avere o non avere una compagnia di bandiera, ultimammente ho volato solo con Ryanair e EasyJet.
Voi?
Benvenuto mauchi.
Io non volo, un po’ perché manca il tempo per una vacanza come si deve, un po’ perché mancano i soldi…
siamo in due (coglioni dico!)…
spaventa il fatto che in molti lo assecondano?
effettivamente si…
sai cosa? forse sapendo l’impero che ha dietro pensano di essere in mani sicure….
azz…speriamo che lo siano veramente senò ci tolgono le braghe a noi…
intanto noi paghiamo….
@rosè: siamo in tanti, ma non siamo bastati…
@Irish: e paghiamo pure un botto.
Bella richiesta la tua. Anche io mi chiedo continuamente come si possa, in questa era della comunicazione globale, permettersi di dire e disdire tutto. E mi chiedo dove siano i giornalisti che avrebbero per primi il compito (e gli strumenti) per chiedere conto ai politici.
Ci prendono proprio per coglioni.
Penso che pochi siano i giornalisti veramente super partes.
Il fatto stesso di lavorare per un giornale, che ha un editore schierato da una parte o dall’altra, fa sì che anche il giornalista lo sia (magari solo in minima parte, ma tant’è…).
La regola è sempre la stessa: l’informazione è potere, muove le masse (che con essa possono essere pilotate), quindi deve essere controllata.